Hey, this photo is ©Elena Gatti Wedding

Itinerant Photographer

29 Novembre 2019 , EG-Wedding

E’ da tantissimo tempo che non pubblico qualcosa un articolo sul sito, ma non ho mai smesso di mantenerlo aggiornato con nuovi real wedding (se ancora non li hai visti li trovi tutti nella wedding gallery!).

Oggi però vorrei parlarti un po’ di me e dei nuovi grandi cambiamenti che stanno avvenendo nella mia vita sia privata che professionale. Sono cambiamenti importanti e radicali e perciò ho reputato opportuno farne un articolo.

Ritrovare se stessi

Credo che il percorso di ricerca di se stessi sia il più lungo che possa esistere, anzi, credo addirittura che possa essere definito un percorso infinito.

Sono anni che ormai la ricerca di me stessa è diventata quasi un’ossessione e ogni volta che mi sento vicina, improvvisamente il traguardo sparisce dalla mia vista e bisogna ricominciare tutto da zero, o quasi.

E’ nato quindi un desiderio, o meglio, un bisogno: ho capito che è necessario un cambiamento radicale della mia vita, delle mie abitudini, delle mie certezze. E’ indispensabile un abbattimento totale dei muri affinché io possa, in un certo senso, rinascere come fotografa e, prima di tutto, come persona.

E’ necessario che io ritrovi davvero me stessa e per farlo ho deciso di azzerare la mia vita, tornare “primordiale” in un certo senso.

Minimalismo, una scelta di vita, uno stile fotografico

Ho scoperto il minimalismo poco più di un anno fa e da allora, sia io che mia moglie Alessia, abbiamo iniziato ad attuarlo a piccole dosi in ogni aspetto della nostra vita.

Non è affatto facile, perché quando inizi ti rendi conto che c’è così tanto da “eliminare” che pensi di non farcela nemmeno in 100 anni. E invece, piano piano, le cose cambiano da sole.

Ho scelto di attuare il minimalismo anche alla mia professione ed ho scoperto che involontariamente già avevo iniziato a farlo.
Cosa significa questo?
Dal punto di vista tecnico significa avere meno attrezzatura, solo l’indispensabile che riesco a stipare in un piccolo zaino. Ma dal punto di vista emotivo significa tanto, anzi, tantissimo.
Il minimalismo mi sta aprendo gli occhi sul mondo perché sto eliminando le distrazioni ed è come se tornassi a vedere davvero i colori.

Ancora la strada verso “l’azzeramento”, il minimalismo essenziale, è lunga, ma la percorrenza mi sta emozionando come un bambino che aspetta il natale.

Una vita itinerante, sulla via della felicità

Insieme alla scelta di intraprendere la via del minimalismo è subentrata un’altra scelta di vita che sconvolgerà fino nelle viscere anche la mia vita privata.

Mia moglie ed io abbiamo scelto di vivere in camper, in giro per il mondo, per un tempo indeterminato.

Cosa significa questo? Significa che continuerò a fare il mio lavoro, su questo non c’è alcun dubbio, ma in futuro vorrei poterlo svolgere in giro, ovunque io mi trovi.
Significa slegarsi dal territorio, avere la libertà di raggiungere qualsiasi meta in qualsiasi momento, che sia in Italia o all’estero.

Il progetto Live Sing Shoot

E’ così che è nato il progetto Live Sing Shoot (Vivi Canta Scatta) su cui abbiamo aperto un blog dedicato www.livesingshoot.com e dove parliamo di vita minimalista, di scelte ecologiche, dei lavori che stiamo facendo sul nostro camper affinché diventi la nostra casa e via dicendo…

Forse ti sembrerò pazza e forse un po’ lo sono davvero, ma credimi se ti dico che se non avessi preso questa decisione sarei finita con il seppellirmi con le mie stesse mani.

Sono convinta che questa scelta farà di me una persona nuova e riuscirò finalmente a ritrovarmi anche nella mia fotografia.

Spero avrai piacere di seguirci nelle nostre avventure, abbiamo anche aperto un canale YouTube e Instagram. Sono due canali ancora in crescita, ma faremo di tutto per tenerli più aggiornati ora che è passata la stagione super full di matrimoni.

Conclusioni

Mi scuso per la lungaggine di questo articolo, forse non ti aspettavi di trovare un contenuto simile in un sito di fotografia di matrimonio, ma ho sempre creduto che un fotografo non sia solo un “operatore”, ma sia prima di tutto una persona e ritengo che, alla base delle mia fotografia, debba sempre esserci una conoscenza anche di me, della persona che sono dietro la macchina fotografica.

Le foto non le fa la macchina fotografica, ma chi sta dietro di essa, e questo è sempre bene ricordarlo.

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