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A volte le parole non servono

10 Gennaio 2017 , EG-Wedding
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A volte le parole non servono.

Se, come me, amate gli animali e magari avete anche un cane in casa, pensate al loro sguardo e a quanto questo sia in grado di comunicarvi tutte le emozioni che il vostro cane prova per voi. E se avete anche un gatto, pensate al linguaggio del suo corpo quanto può raccontare dei suoi stati d’animo… la stessa cosa facciamo noi esseri umani anche se spesso non ce ne rendiamo conto.

Trasmettiamo le nostre emozioni attraverso movimenti, gesti e sguardi e spesso il linguaggio del nostro corpo racconta molto di più di mille parole.

Amo leggere e, fino a qualche anno fa, mi ritagliavo del tempo anche per scrivere, ma poi ho scoperto la fotografia che in un solo fotogramma riesce a raccontare molte più cose di un intero libro di poesie, o magari racconta le stesse cose, ma lo fa in modo immediato e universale.

Un fotografo che ammiro molto diceva che “to suggest is to create, to describe is to destroy” ovvero suggerire (un emozione in questo caso) è creare, descrivere è distruggere. E’ una frase che mi è rimasta impressa e che ho fatto mia perché riassume benissimo il mio modo di lavorare e, soprattutto, di creare.
Provate a pensare ad un film, quando vi imbattete in quelle scene quasi sospese, dove l’emozione è palpabile e vi lascia con il fiato sospeso. Se ci pensate bene le scene che più vi emozionano non sono forse quelle un attimo prima che accada qualcosa, quando quello che sta per accadere è solo suggerito? Io lo trovo semplicemente meraviglioso!

Insomma, tutto questo per dirvi che, con le mie foto, cerco di “suggerire” delle emozioni e non di descriverle. Mi rendo conto che la differenza è davvero sottile, ma è molto importante! Quella piccola sospensione, creata appunto dall’emozione appena suggerita, ti lascia per un attimo senza fiato, in attesa, ma a differenza di un film la fotografia è statica e perciò è chi la osserva che deciderà come quel momento di attesa dovrà evolversi diventando così il regista!

Ok, forse state pensando che io oggi sia un tantino matta, che le vacanze (anche se ne ho fatte davvero poche, credetemi) mi abbiano dato alla testa o che il freddo mi abbia congelato il cervello. Tutte cose plausibili, ma la verità è che sono felice che sia iniziato questo nuovo anno perché sarà l’anno della svolta, della costruzione di tutti i progetti per cui ho messo le basi nel 2016, e uno di questi progetti è proprio quello di continuare a migliorarmi sia personalmente che lavorativamente e sento che la strada giusta sia quella di aprirmi a tutte le emozioni che incontrerò, belle o brutte che siano.
Le emozioni ci permettono di crescere, sempre e io sento di essere cresciuta davvero molto in questo lungo e pienissimo 2016 perché ho incontrato persone meravigliose che, con le loro emozioni, hanno letteralmente portato il sole nella mia vita, ma ho anche incontrato persone che invece mi hanno fatto molto male a cui però sono grata ugualmente, perché anche questo dolore mi ha aiutata a diventare chi sono ora, e sono davvero felice.

L’ultimo matrimonio della stagione 2016, quello di Eva e Michele, è stato il coronamento di tutto questo percorso ed è stato al tempo stesso una svolta.

Voglio vivere tutte le mie emozioni e voglio vivere anche le vostre perché sono la linfa vitale di ogni mia foto.
Spesso mi chiedono perché io non abbia deciso di fotografare gli oggetti oppure l’architettura… perché non riesco a trovare nessuna emozione in qualcosa di totalmente inanimato e perciò non riesco a fotografarlo, è davvero più forte di me, non sono capace!

Oggi vorrei darvi il buon anno, anche se un po’ in ritardo, con due foto che mi hanno emozionato al primo sguardo. La prima foto l’ho scattata io mentre ero in auto con la sposa, appena prima di scendere dall’auto davanti al luogo della cerimonia. Forse lo vedo solo io, non lo so, ma in quello sguardo potrei davvero perdermi, cosa starà pensando? Quali sono le emozioni che la attraversano da capo a piedi? E più guardo questo ritratto e più non faccio che pormi domande a cui, ovviamente, non troverò mai risposta, ma il bello è che posso vederci tutte le risposte che voglio, questa è la differenza tra suggerire e descrivere!
La seconda foto invece l’ha scattata Sara quando la cerimonia era appena finita. Ritrae la sorella della sposa quando, dopo essersi trattenuta per tutta la cerimonia, si lascia andare in un pianto che significa davvero molto. Per chi non conosce la storia forse potrà sembrare un “semplice” pianto, ma per la sposa e sua sorella non è così e sono felice che Sara sia riuscita a fermare questo momento bellissimo.

Ho scritto davvero tantissimo, è che a volte non mi rendo nemmeno conto di essere un po’ prolissa, chiedo scusa!

Vi saluti qui, a presto con altre nuove storie 🙂

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